lunedì 14 settembre 2009

Museo Mucha, Praga

Quello dedicato ad Alfons Mucha è uno dei musei di Praga che più mi è piaciuto. È una piccola e deliziosa esposizione di poster, illustrazioni e dipinti di Mucha, uno dei più celebri artisti cechi dell’art nouveau. Magari il nome non vi dice nulla, ma appena vedete una delle sue immagini la riconoscerete al volo.
Le sue donne fiere e romantiche, incorniciate dai lunghi capelli e da cornici vagamente gotiche e dai motivi naturalistici, i suoi poster per le piece teatrali di Sarah Bernhardt, le sue illustrazioni pubblicitarie, le decorazioni all’interno del municipio di Praga e la sua vetrata nella cattedrale di San Vito sono celebri forse più del loro creatore. Le sue figure sono delicate, espressive, realistiche e molto grafiche allo stesso tempo.

Il museo si trova al piano terra di un edificio nella città nuova, vicino a piazza San Venceslao, ed è organizzato in tre sale principali. La prima sala è dedicata al primo periodo dell’artista, quello parigino, in cui ha ottenuto subito un grande successo grazie ai poster per Sarah Bernhardt. Qui sono esposti alcuni di quei poster, insieme ad altri poster altrettanto celebri, come le serie composte da 4 poster dedicate ai fiori o ai momenti della giornata. Insieme alle versioni finali sono presenti anche alcune prove di stampa per mostrare uno dei tanti passaggi di colore della tecnica della litografia.
Dopo questa prima sala si passa ad un lungo corridoio che espone altre litografie, relative al secondo periodo di Mucha, quando torna a lavorare nella Repubblica Ceca e crea una serie di immagini (soprattutto per eventi culturali e sportivi di Praga) dedicate al suo popolo e alla sua cultura che sono semplicemente stupende. Pur rimanendo molto fedele al suo stile comincia a creare figure di donne più espressive, che esprimono la forza, l’orgoglio e la resistenza del popolo ceco contro l’oppressione e l’imposizione della cultura tedesca.
La terza sala espositiva raccoglie le altre opere dell’artista diverse dai poster, come dipinti, schizzi e disegni realizzati con tecniche varie, tra cui una crocifissione realizzata quando aveva 8 anni. Inoltre sono presenti alcuni oggetti personali dell’artista ed una ricostruzione dell’arredo del suo studio.
Alla fine dell’esposizione è presente una mini-sala dove viene proiettato un documentario sulla vita di Mucha.

La visita di questo museo mi è piaciuta un sacco, prima di tutto perché ho sempre apprezzato l’arte di Mucha, e poi perché l’esposizione è davvero interessante, piacevole e ben strutturata. Non è troppo lunga, mai pesante, gli argomenti e le opere sono commentati in modo approfondito e chiaro da numerosi pannelli, gli ambienti sono spaziosi e luminosi. Purtroppo all’interno è proibito scattare fotografie.

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